Chi l’ha detto che per vivere l’epicità di un’incursione in un castello servano una montagna di miniature, plance enormi, e centinaia di segnalini? Regicide dimostra come con un semplicissimo mazzo di carte francesi sia possibile mettere in piedi un RPG cooperativo strategico, spietato, e incredibilmente appagante.
L’Idea di Gioco è semplice quanto brillante. Le carte di corte (Fanti, Regine, e Re) rappresentano i dodici boss di un castello da espugnare in ordine crescente di difficoltà. I giocatori vestono i panni di una compagnia di ribelli che deve collaborare per sconfiggere ogni sovrano prima di esaurire le proprie risorse. Infatti, la mano di carte rappresenta sia il potenziale offensivo sia la capacità di sopravvivere agli attacchi nemici.
Il vero colpo di genio del gioco è l’utilizzo dei valori e dei semi del classico mazzo francese per costruire un sistema di combattimento sorprendentemente profondo. Ogni turno ti costringe a valutare con attenzione quale carta giocare e quando conservarla. I quattro semi assumono un ruolo ben preciso.
Cuori: permettono di recuperare carte dagli scarti.
Quadri: fanno pescare nuove carte.
Fiori: aumentano enormemente il danno inflitto.
Picche: riducono il contrattacco del nemico.
Alle carte singole si possono affiancare coppie, tris, e gli Assi, che fungono da potenti “compagni animali” —permettendo di concatenare effetti e costruire turni molto esplosivi.
Però, la fase più tesa arriva dopo l’attacco. Se il boss sopravvive, contrattacca immediatamente e i giocatori devono scartare carte dalla propria mano per assorbire un valore di danno pari alla sua forza residua. Se qualcuno non riesce a coprire il danno, la partita termina all’istante. È qui che emerge tutta la brillantezza del design: ogni carta utilizzata per attaccare è una carta in meno disponibile per difendersi.
Anche un dettaglio apparentemente secondario—come eliminare un nemico infliggendo esattamente i suoi punti vita residui—viene premiato; invece di finire negli scarti, il boss entra nel mazzo Taverna e potrà essere pescato successivamente come prezioso alleato. Sconfiggere un Re e “reclutarlo” nel proprio mazzo fornisce un attacco devastante per i turni successivi.

Il divieto di rivelare la propria mano rende la cooperazione particolarmente interessante. Bisogna comunicare senza fornire informazioni esplicite, cercando di intuire le possibilità dei compagni. I “Giullari” non servono solo a resettare l’immunità dei nemici o a cambiare turno, ma e concedono un raro momento di pianificazione condivisa.
Che si giochi in quattro o in solitario, la sfida rimane elevata. La modalità per un giocatore—arricchita dai tre livelli di vittoria (Bronzo, Argento e Oro) —trasforma Regicide in uno dei migliori puzzle card game da solista in circolazione.
C’è chi direbbe che Regicide non è un titolo privo di difetti. Una cattiva gestione della mano o una sequenza di pescate sfavorevoli può rendere alcune partite molto più difficili di altri, o addirittura può spazzare via la squadra in un paio di turni. A nostro parere questo è quello che rende Regicide uno dei migliori giochi strategici. Sebbene la pianificazione sia centrale, se i Quadri o i Cuori si trovano sul fondo del mazzo Taverna all’inizio della partita, la gestione dell’effetto “valanga” dei primi Fanti diventerà una salita ripidissima. Tuttavia, la capacità di pianificare e coordinarsi pesa molto più della fortuna nella maggior parte delle partite fatte da noi.
Regicide è un piccolo capolavoro di game design minimalista. Riesce a condensare tutta la tensione di un dungeon crawler in un set di regole comprensibili in 5 minuti e giocabili con un singolo mazzo di carte.
Se cerchi un gioco cooperativo impegnativo, altamente rigiocabile, veloce da preparare, e capace di regalare grandissime soddisfazioni quando il gruppo riesce a trovare la strategia perfetta, Regicide è un titolo da non lasciarsi sfuggire—e francamente, un acquisto obbligato.





