“Vivo in crisi perenne, però i tour, i dischi mi distraggono da queste mie frizioni con il mondo… arrivano dei momenti in cui la crisi si fa più profonda, e quindi meno gestibile… la mia era che una crisi artistica, nel senso che tanti anni, tanti dischi era difficile per me ritrovare la linfa vitale. Che per me è fondamentale quando si crea, non si può creare a comando… ci deve essere un’esigenza. E questa esigenza l’ho maturata, l’ho sentita man mano che mi liberavo da me stesso come personaggio.”
Sono parole difficili che hanno un peso rappresentativo importante. Con queste parole, Caparezza ha iniziato il suo panel al Comicon di Napoli.
Caparezza (Michele Salvemini) ci racconta un po’ del suo processo creativo nello sviluppo di Orbit Orbit. Partendo dalle crisi seguite da Exuvia, l’artista si apre in un modo diverso dal solito.
Michele sottolinea le differenze tra fumetto e musica e di come un album sia diverso nella “costruzione” rispetto al fumetto. Ci ha raccontato delle difficoltà che ha incontrato nella creazione di questo album-fumetto, ma anche di come queste sono state risolte da un semplice mazzo di carte bianco. La soluzione era semplice: disegnava su fogli di carta l’evocativo dei capitoli.

“Era divertente… erano performanti, cioè mi facevano venire altre idee, e subito disegnavo un altro capitolo, e poi li spostavo, e poi ci giocavo, fino a quando non ho capito la direzione da prendere in base a questo caos armonizzato che mi si parava davanti.”
Michele continua raccontandoci di come sono nati i personaggi, di cosa questi hanno rappresentato, e di come si sono evoluti. Ovviamente, di particolare tocco è stato quando si è parlato di Darktar: la rappresentazione una sindrome dell’impostore. L’autore anche pensa che questa sindrome è presente un po’ in tutti, e noi non possiamo che concordare. La “sconfitta” di Darktar è parte del processo creativo. Bisogna affrontare le ombre negative che—come la pece—ti rimangono addosso. Ma queste ombre non sono l’unico personaggio negativo. Infatti, Idea non è solo un bene. Come dice Michele: “…l’idea quando diventa ossessione diventa anche qualcosa di negativo…”
Come al solito di Caparezza, si ha avuto un momento filosofeggiante. Personalmente, penso che l’autore racchiuda un pensiero complicato in poche parole.
“L’immaginazione è importante perché esiste la realtà, ma non può e non deve sostituirsi alla realtà, perché ne è un prodotto… piedi per terra, testa per aria.” È il pensiero che—ricordiamo—è alla base di “gli occhi della mente” nell’ultimo disco.

Caparezza continua con una decostruzione delle basi musicali. Il cantatore ci ha rivelato citazioni sonore che vanno da Galaxy Express 999, a Doctor Who, a Gundam, a 2001 Odissea nello Spazio, a… Fuori dal tunnel dello stesso Capa. Molte di queste citazioni sono sottilissime, nascoste, e quasi invisibili all’udito. Come dice stesso Capa: “le citazioni non solo soltanto quelle che si trovano all’interno dei testi.”
Il panel si è concluso con una sorpresa per lo stesso Caparezza. Alcuni rappresentanti della FIMA (Federazione Industria Musicale Italiana) hanno consegnato al cantautore il Disco di Platino celebrando le oltre 200.000 copie di Orbit Orbit vendute.





