Napoli Comicon 2026: Animali Spiegati Male (ma in Realtà Benissimo) Da Barbascura X e Disegnati Peggio (ma in Realtà Benissimo) Da Sio

Barbascura X e Sio, senza nessun moderatore: cosa potrebbe andare storto? La risposta è stata semplice: tutto. E proprio per questo è stato uno dei panel più memorabili dell’edizione. 

Quello che sulla carta doveva essere un incontro per promuovere la loro collaborazione–un progetto che unisce divulgazione scientifica e umorismo illustrato–si è trasformato rapidamente in un’esperienza collettiva al limite del nonsense. Non è un caso: da un lato abbiamo Barbascura X che è un divulgatore noto per il suo stile volutamente caotico e dissacrante, mentre dall’altro lato c’è Sio che è un maestro della comicità surreale e del disegno semplice ma efficace.

PH by Leonardo Marciano

Fin dai primi minuti, ogni struttura narrativa è stata abbandonata. Nessun moderatore. Nessuna scaletta evidente. Solo improvvisazione pura. Il pubblico, lungi dall’essere spettatore passivo, è diventato parte integrante dello spettacolo. Suggerimenti urlati dalla platea, idee assurde, e animali improbabili sono stati il carburante per uno dei momenti più surreali del panel: la creazione in tempo reale di una canzone sugli “animali più orribili”, secondo criteri totalmente arbitrari e discutibili.

Il risultato? Un delirio collettivo perfettamente coerente con lo stile dei due autori. Ma il panel non si è fermato qui. Come spesso accade quando non esistono binari prestabiliti, la conversazione ha preso pieghe sempre più personali. Il duo ha iniziato a condividere ricordi d’infanzia che, più che nostalgici, si sono rivelati veri e propri “traumi comici”. Erano episodi raccontati con leggerezza ma capaci di creare un’immediata connessione con il pubblico, che ha risposto con risate e partecipazione costante.

PH by Leonardo Marciano

In questo continuo oscillare tra improvvisazione, autobiografia, e nonsense, il panel ha incarnato perfettamente lo spirito del COMICON: un luogo dove intrattenimento, creatività, e interazione si fondono senza barriere. Non era una semplice presentazione, ma un’esperienza condivisa, imprevedibile, e difficilmente replicabile.

E forse è proprio questa l’unica risposta sensata alla domanda iniziale: cosa potrebbe andare storto? Nulla, se il caos è esattamente ciò che si sta cercando.

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