From Hell è più di un fumetto; è un’autopsia cupa e ossessiva della Londra vittoriana. 

Scritta da Alan Moore e illustrata da Eddie Campbell, quest’opera va ben oltre il genere “true crime”, è un trattato filosofico sulla fine del XIX secolo.

Benchè quest’opera ha quasi 4 decenni alle spalle, rimane un’opera strabiliante, e per niente invecchiata. 

Il punto di partenza è trito e ritrito: i brutali omicidi di Whitechapel del 1888 compiuti da Jack lo Squartatore. Tuttavia, Moore compie una scelta radicale: rivela l’identità dell’assassino fin dalle prime pagine.

La storia non riguarda il “chi”, ma il “perché”. Seguiamo Gull in un delirante viaggio psico-geografico per le strade di Londra, convinto di compiere un rituale magico per preservare il patriarcato e l’ordine sociale, mentre l’ispettore Abberline cerca disperatamente di unire i puntini in un sistema corrotto che non vuole essere salvato.

Il tratto di Eddie Campbell è fondamentale per l’impatto dell’opera: Bianco e nero graffiante. Non c’è pulizia. Le tavole sono dense, sporche, piene di tratteggi che sembrano riflettere la nebbia e il sangue di Londra. Un realismo crudo del Campbell che non estetizza la violenza. La rende clinica, disturbante, e profondamente umana. Evitando il sensazionalismo tipico dei film horror.

PH by Elio Kalavritinos

Moore ha studiato ogni minimo dettaglio storico. L’edizione completa include quasi 50 pagine di note che spiegano dove finisce la cronaca e dove inizia la finzione. Uno dei capitoli più celebri vede Gull guidare il suo cocchiere attraverso i monumenti di Londra, spiegando come l’architettura della città sia una mappa di potere e magia. 

Moore suggerisce che il tempo non sia lineare, ma una struttura solida: Jack lo Squartatore non è solo un killer, ma l’ostetrico che “fa nascere” il violento XX secolo. Come solito del Moore, l’opera è una critica. Questa mette a nudo l’ipocrisia della società vittoriana: il contrasto tra i palazzi reali e la miseria estrema di Whitechapel, dove le donne non sono vittime del “male puro”, ma di un sistema economico e sociale che le ha rese invisibili.

Uno degli elementi più vertiginosi dell’opera è la capacità di Moore di collegare l’orrore del 1888 alla nostra modernità. Attraverso le visioni di Gull, il lettore viene catapultato in squarci del futuro — il nostro presente — suggerendo che il sangue versato a Whitechapel sia la fibra stessa di cui è fatto il mondo contemporaneo. È una riflessione inquietante su come la violenza diventi mito, e di come il mito, a sua volta, plasmi la realtà. In questo senso, From Hell smette di essere un fumetto su un assassino per diventare una cronaca della nascita della nostra coscienza moderna, frammentata, e ossessionata dal macabro.

From Hell è una lettura densa, a tratti difficile e profondamente disturbante. Richiede attenzione e pazienza, ma ripaga il lettore con una profondità che pochi altri fumetti (o romanzi) hanno mai raggiunto.

E diciamocelo il film con Johnny Depp, a confronto, è un acquedotto annacquato che non rende giustizia alla complessità del libro.

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