Napoli Comicon 2024: Caverna di Platone

Caffè e cioccolatino, culo e camicia, Domenico Guastafierro (@cavernadiplatone) e Berserk. Con l’uscita del 376, non potevamo fermarci dal chiedere a Domenico due parole. Partiamo dal chiedergli il perché delle lunghe attese, come se fosse lui il responsabile. Semplicemente, il problema è la produzione. Gli artisti che lavorano a Berserk sono già impegnati con altre serie, forse un giorno saranno grandi mangaca ma per ora son e rimangono assistenti. Di certo la mancanza di esperienza è un fattore dominante. 

PH by Leonardo Marciano

La versione di Berserk del team guidato da Mori manca di una coerenza con la struttura narrativa che conduceva il Miura. Ci sono tasselli mancanti, o meglio, c’è una sorta di riscrittura delle cose. È un po’ come se Mori sapesse cosa dovesse avvenire ma senza quelle sfumature, quelle aggiunte che Miura nel tempo aveva messo in piedi e rendevano Berserk molto più stratificato. Mori è rimasto a 30 anni fa, ai ricordi di cosa i due amici si sono detti. Se vogliamo vederci del buono, un po’ è come se stessimo assistendo alla versione originale della storia.
Ma allora adesso è guerra? Miura già aveva inteso molti anni fa che loro (il falco e di conseguenza Falconia) si sarebbero spostati ad est e ci sarebbe stato lo scontro con l’impero Kushian. I nemici si trasformano in amici e viceversa. Le forze del bene e le forze del male si scontrano ; ricorda l’apocalisse di Devilman, dove gli essere grotteschi che sembrano i cattivi sono i buoni, e il falco bianco che sembra uscito da una favola non lo è… (almeno se non sei dell’idea che Grifith non ha sbagliato niente).

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