In un passaggio tra l’uso e il non-uso del colore, Eggers rende questa pellicola un’esperienza onirica tra sogno e veglia. I colori pastello caldi accompagnati dal bianco e nero freddi aiutano a creare un’atmosfera surreale.
Eggers compie un gioco di regia da vero maestro che lascia lo spettatore tra lo stupito e lo sbalordito; Eggers è uno di quei registi che può farlo e lo fa. È uno di quei registi che sembra non sbagliare un colpo, e Nosferatu è l’ultimo dei suoi capolavori. Torna Eggers alla regia, scrittura, e produzione, accompagnato dall’immancabile Jarin Blaschke alla fotografia.
Bill Skargård è pazzesco nella parte del Conte Orlok; il make-up e l’interpretazione sono da brividi. Quest’è una parte che di certo non ha giovato alle sue corde vocali. Lily-Rose Depp è stata qualcosa di incredibile e una nota di merito va anche a Aaron Taylor-Johnson. Willem Dafoe è Willem Dafoe.

Parlare degli attori è importante, ma vorrei soffermarmi sul prodotto in sé; Nosferatu è un’opera omaggio al cinema intero e al suo omonimo del 1922. Questo a sua volta era un omaggio/freeboot del celebre Dracula di Stoker. Quest’omaggio del 2024 però matura e ne accentua il terrore e la tensione, cambiando qui e lì piccoli dettagli da quello del 1922. Rimarcando alcuni punti dall’opera di Stoker, Eggers crea un vero e proprio gioiello dell’horror e del cinema in generale.





