Nintendo va in Tribunale: Nintendo fa causa al Governo USA

Pensavate che Nintendo facesse causa solo ai siti di ROM pirata? Ripensateci. In una mossa senza precedenti che ha scosso il mondo del tech e della politica, Nintendo of America ha ufficialmente depositato una denuncia contro il Governo degli Stati Uniti presso la Corte del Commercio Internazionale.

Il “Casus Belli”: I dazi

La disputa ruota attorno ai pesanti dazi doganali imposti dall’amministrazione Trump nel corso del 2025. Secondo i legali di Nintendo a Kyoto, queste tariffe—che hanno colpito console e accessori importati—sono state riscosse in modo “illegittimo”.

La miccia è esplosa dopo che la Corte Suprema ha recentemente stabilito che l’uso dei poteri di emergenza economica per imporre tali dazi fosse un eccesso di potere. Nintendo non ha perso tempo: ha schierato i suoi avvocati migliori per richiedere un rimborso totale con interessi.

Cosa c’entra il Nintendo Switch 2?

La notizia più succosa per noi gamer riguarda il dietro le quinte del lancio dell’anno. Nella causa, Nintendo ha dichiarato esplicitamente che i dazi hanno “danneggiato sostanzialmente” le sue operazioni, costringendo l’azienda a rinviare i pre-ordini di Switch 2 negli USA e in Canada lo scorso anno, e gestire un incubo logistico per evitare di scaricare i costi eccessivi direttamente sulle tasche dei fan.

Non sono i soli (ma sono i più rumorosi).

Nintendo si è unita a un esercito di oltre 3.000 aziende—tra cui giganti del tech—che chiedono indietro i propri miliardi. Tuttavia, vedere l’idraulico baffuto che punta il dito contro lo Zio Sam fa tutto un altro effetto. Il governo americano ha risposto citando “problemi tecnici” nei sistemi informatici per ritardare i rimborsi, ma la pressione legale sta diventando insostenibile.

In breve, Nintendo vuole indietro i soldi spesi per portare le console nelle vostre case, sostenendo che le leggi usate per tassarli fossero carta straccia. Se vinceranno, si parla di un recupero crediti da centinaia di milioni di dollari.

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