Caffè e cioccolatino, culo e camicia, Domenico Guastafierro (@cavernadiplatone) e Berserk. Con l’uscita del 376, non potevamo fermarci dal chiedere a Domenico due parole. Partiamo dal chiedergli il perché delle lunghe attese, come se fosse lui il responsabile. Semplicemente, il problema è la produzione. Gli artisti che lavorano a Berserk sono già impegnati con altre serie, forse un giorno saranno grandi mangaca ma per ora son e rimangono assistenti. Di certo la mancanza di esperienza è un fattore dominante.

La versione di Berserk del team guidato da Mori manca di una coerenza con la struttura narrativa che conduceva il Miura. Ci sono tasselli mancanti, o meglio, c’è una sorta di riscrittura delle cose. È un po’ come se Mori sapesse cosa dovesse avvenire ma senza quelle sfumature, quelle aggiunte che Miura nel tempo aveva messo in piedi e rendevano Berserk molto più stratificato. Mori è rimasto a 30 anni fa, ai ricordi di cosa i due amici si sono detti. Se vogliamo vederci del buono, un po’ è come se stessimo assistendo alla versione originale della storia.
Ma allora adesso è guerra? Miura già aveva inteso molti anni fa che loro (il falco e di conseguenza Falconia) si sarebbero spostati ad est e ci sarebbe stato lo scontro con l’impero Kushian. I nemici si trasformano in amici e viceversa. Le forze del bene e le forze del male si scontrano ; ricorda l’apocalisse di Devilman, dove gli essere grotteschi che sembrano i cattivi sono i buoni, e il falco bianco che sembra uscito da una favola non lo è… (almeno se non sei dell’idea che Grifith non ha sbagliato niente).





