Lucca Comics & Games 2025: Yoji Shinkawa and Yoshitaka Amano in Dialogo

Due visioni, due stili, e due epoche dell’arte videoludica e illustrativa giapponese si incontrano sullo stesso palco del Lucca Comics & Games.

Il pubblico vive uno dei momenti più intensi e raffinati con il panel dedicato a Yoji Shinkawa e Yoshitaka Amano; è stato un dialogo tra il segno nervoso e metallico dell’artista di Metal Gear Solid e la leggerezza onirica del creatore che ha dato volto e anima a Final Fantasy.

Sin dalle prime battute, il pubblico percepisce la profonda sintonia tra i due maestri, pur provenendo da percorsi artistici apparentemente distanti.

Shinkawa, storico collaboratore di Hideo Kojima, costruisce negli anni un immaginario in cui l’acciaio incontra l’emozione e ogni linea diventa racconto psicologico.

Al contrario, Amano canta l’etereo e l’eleganza sospesa, facendo danzare la linea fino a trasfigurare la realtà.

Il panel si apre con una domanda tanto semplice quanto universale:

Quando è nata la vostra passione per il disegno e quali influenze hanno guidato la vostra arte?

Yoshitaka Amano risponde:

“Ho iniziato a disegnare da bambino. Mi attiravano i disegni realistici più che i manga. Poi, crescendo, grazie agli amici e agli incontri, mi sono avvicinato anche a quel mondo. Lavorare alla Tatsunoko Production mi ha condotto verso l’animazione, e lì ho compreso davvero la forza narrativa dell’immagine.”

PH by Leonardo Marciano

Yoji Shinkawa aggiunge:

“Molti italiani sono cresciuti con gli anime della Tatsunoko, e io stesso li ho amati. Da bambino, senza saperlo, mi esponevo già ai disegni del maestro Amano. Ricordo di aver trovato un suo catalogo in libreria durante le medie; in quel momento, ho capito che quelle immagini che mi avevano colpito da piccolo avevano un autore preciso. Opere come Kyashan o L’Ape Magà mi hanno segnato profondamente — la grazia, il dinamismo, e il senso di vita che trasmettevano. Le cose che guardi da bambino restano dentro e diventano parte di te.”

Le loro parole rivelano come l’arte nasca spesso da contaminazioni e riconoscimenti reciproci.

Shinkawa, oggi simbolo della modernità digitale e del disegno sintetico, riconosce in Amano una delle radici del proprio sguardo.

Amano, dal canto suo, incarna la memoria e la continuità di un Giappone che fonde arte, animazione, e letteratura visiva.

Quando il moderatore chiede loro quando abbiano capito che il disegno sarebbe diventato un mestiere e non solo una passione, Amano risponde con calma poetica; racconta che l’arte, per lui, non rappresenta una scelta consapevole ma una necessità naturale, e un percorso che nasce e cresce da sé.

PH by Leonardo Marciano

Shinkawa, invece, sottolinea quanto la costanza e la disciplina rendano possibile trasformare una vocazione in una carriera:

“Lavorare con Kojima richiede un continuo esercizio di fiducia e innovazione. Ogni tratto deve sostenere un mondo narrativo complesso, ma anche profondamente umano.”

Il dialogo si sposta poi sul ruolo dell’arte giapponese contemporanea e sulla sua ricezione in Occidente.

Amano riflette sul rapporto tra bellezza e leggerezza e sull’importanza del sogno nell’immagine:

“Non mi interessa rappresentare la realtà com’è. Voglio evocarla, suggerirla. L’arte crea un ponte tra il mondo visibile e quello invisibile.”

Shinkawa risponde richiamando la forza della materia e la concretezza del segno:

Anche quando disegno un mecha o un soldato, penso sempre a cosa si nasconde dietro: alle emozioni che muovono quella figura. Il tratto diventa una forma di empatia.”

Osservare Amano e Shinkawa insieme a Lucca — il primo già protagonista del festival nel 2024 con The Butterfly Effect, e il secondo simbolo di una generazione cresciuta tra videogiochi e concept art — permette al pubblico di assistere a un ideale passaggio di testimone tra due visioni complementari dell’immaginazione giapponese.

Nel silenzio attento della sala, tra applausi e sorrisi, emerge una verità condivisa: l’arte, come il sogno, supera ogni confine di medium e di generazione.

Essa vive nel dialogo continuo tra chi disegna e chi guarda, tra chi racconta e chi immagina.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Extra
Scroll to Top