Vi racconto di un sogno. Vi racconto di un momento. Vi racconto di Stacy.

L’ultima fatica di Gianni Pacinotti edito da Coconino Press (@coconinopress) mi ha colpito più del previsto. A chi non è mai capitato di dire la frase sbagliata nel momento sbagliato? Da un momento all’altro ti ritrovi catapultato in un posto che non sai manco tu come ci sei arrivato. O forse lo sai, lo sai bene, ma non lo vuoi ammettere. Tutta questa premessa per dire che io stesso sto per dire “la frase sbagliata”.

Ho un rapporto di odio e amore con Gipi.

Il suo stile, sopratutto nel lettering, a volte, anzi spesso, è indecifrabile. Ho un’avversione per il suo voler scrivere a mano, ma al contempo ho una passione per il suo tratto. È un segno intimo e intimista, dove l’autore per ogni storia che racconta ci mette non solo amore, ma anima.

Disprezzo dover decifrare una parola, ma al contempo non riuscirei mai ad immaginare un Gipi diverso.

Mi ritrovo come Gianni; il protagonista di Stacy, disteso su di un letto ad ascoltare voci (non) mie, a caricare di dare una spiegazione al perché io abbia detto quella frase. E l’unica che risposta che mi so dare è:

Io amo e odio Gipi.

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