Se negli ultimi vent’anni hai impugnato un controller, è quasi impossibile che tu non sia mai salito a bordo della Normandy o non abbia esplorato le terre del Thedas. Eppure, la notizia—giunta come un fulmine a ciel sereno—ha confermato i timori di molti: Electronic Arts ha annunciato la chiusura definitiva di BioWare. Con lo spegnimento dei riflettori sullo storico studio canadese, sfuma anche lo sviluppo del nuovo capitolo di Mass Effect, lasciando a casa circa 400 dipendenti.
Per chi appartiene alla generazione dei Millennial e della Gen Z, la fine di BioWare non è soltanto la solita ristrutturazione aziendale in un mercato videoludico sempre più spietato; è un vero e proprio pezzo di infanzia e adolescenza che se ne va.
Fondata nel 1995, la software house di Edmonton ha ridefinito il concetto stesso di Gioco di Ruolo (RPG). Titoli come Star Wars: Knights of the Old Republic, la saga di Dragon Age e l’epica trilogia di Mass Effect non offrivano soltanto meccaniche di gioco avvincenti: regalavano scelte morali complesse, dilemmi etici e legami con personaggi che sembravano reali. Per milioni di ragazzi, salvare la galassia nei panni del Comandante Shepard ha rappresentato la prima vera immersione in una narrazione interattiva e profonda.
Ma come si è arrivati a questa drastica decisione? Il percorso verso la chiusura è stato lento e costellato di passi falsi. Negli ultimi anni, il tentativo di inseguire le tendenze di mercato con titoli focalizzati sul multiplayer—come il travagliato Anthem—e le critiche ricevute dai capitoli più recenti hanno progressivamente incrinato l’identità dello studio.
In un’industria ormai dominata da budget astronomici e dalla costante richiesta di profitto immediato, le complesse narrazioni per giocatore singolo hanno trovato sempre meno spazio all’interno dei grandi colossi dell’entertainment.
La cancellazione del nuovo capitolo di Mass Effect segna una ferita aperta per la community, che da anni attendeva un ritorno alle origini. Resta il rammarico per i lavoratori colpiti dal ridimensionamento e il nostalgico ricordo di avventure che hanno formato l’immaginario di milioni di videogiocatori.
BioWare chiude i battenti, ma le sue storie—quelle con cui siamo cresciuti— continuano ad avere un posto d’onore nella storia dei videogiochi.






