Obojima: Tales from the Tall Grass—Quando Ghibli Incontra il GDR

Negli ultimi anni, il panorama delle ambientazioni per Dungeons & Dragons 5E si è arricchito di proposte sempre più originali, ma poche riescono a distinguersi quanto Obojima: Tales from the Tall Grass. Creato da 1985 Games, questo supplemento prende ispirazione dichiarata dalle opere dello Studio Ghibli, da The Legend of Zelda, e dagli JRPG degli anni ‘80 e ‘90, proponendo un mondo che mette al centro meraviglia, esplorazione, e quotidianità piuttosto che epiche guerre e minacce cosmiche.

La prima cosa che colpisce di Obojima è la sua atmosfera. È un mondo che invita a rallentare. L’isola di Obojima è un luogo dove spiriti, creature fantastiche, e tecnologia rétro convivono in perfetta armonia con distributori automatici alimentati dalla magia, treni che attraversano paesaggi mozzafiato, streghe, pescatori, e piccoli villaggi sembrano usciti direttamente da un film di Hayao Miyazaki.

L’ambientazione non punta sull’eroismo esasperato tipico di D&D, ma su una “leisure fantasy” —un fantasy rilassato fatto di incontri memorabili, misteri delicati, e storie profondamente umane. Questo cambio di prospettiva è raro nel panorama della quinta edizione e rappresenta il vero punto di forza del manuale.

PH by Elio Kalavritinos

Dal punto di vista artistico, Obojima è semplicemente magnifico. Le illustrazioni sono numerose ed evocative, riuscendo a trasmettere perfettamente il senso di meraviglia che permea ogni pagina. Anche l’impaginazione è curata e ricca di dettagli, rendendo il manuale piacevole da leggere anche al di fuori della preparazione di una avventura.

Oltre alla descrizione dell’isola, il volume include nuove opzioni per i personaggi, incantesimi, oggetti magici, mostri, e diverse avventure introduttive, offrendo materiale sufficiente per molte sessioni di gioco.

Paradossalmente, il principale difetto di Obojima è proprio il sistema su cui si appoggia. D&D 5e rimane un regolamento fortemente orientato al combattimento e alla crescita del potere dei personaggi. Invece, Obojima, invita i giocatori a rallentare, osservare il mondo, parlare con gli abitanti, e risolvere i problemi attraverso creatività ed empatia.

Questa differenza di filosofia crea una certa dissonanza. Molti master hanno evidenziato come il regolamento finisca spesso per spingere verso dinamiche che contrastano con il tono “cozy” dell’ambientazione, costringendo il gruppo ad adattare il proprio stile di gioco per ottenere davvero l’esperienza promessa dal manuale. Ma chissà, magari in futuro potremo vedere questo manuale adattato ad altri sistemi di gioco tipo Daggerheart o, perché no, uno spin con sistema Gumshoe.

Naturalmente, questo non significa che il gioco non funzioni, ma richiede una certa maturità sia da parte del Dungeon Master sia dei giocatori—che devono essere disposti a mettere in secondo piano il combattimento.

Obojima è perfetto per chi ama i film dello Studio Ghibli. Il manuale ti immerge pienamente in quella magia che ha sempre distinto lo studio giapponese. Ci sentiamo di consigliarlo anche a chi cerca avventure basate sull’esplorazione e sul roleplay, o desidera un fantasy più intimo e rilassato. Inoltre, è perfetto per chi vuole un’ambientazione ricca di personalità.

Potrebbe invece lasciare insoddisfatti coloro che cercano dungeon impegnativi, combattimenti frequenti, o una progressione fortemente incentrata sull’ottimizzazione del personaggio.

Obojima è uno dei supplementi più affascinanti pubblicati per D&D 5e negli ultimi anni. La qualità artistica è straordinaria, il world-building è ricco di fascino, e l’atmosfera riesce davvero a evocare quel senso di meraviglia tipico delle opere che lo hanno ispirato.

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