DanDaDan è magnifico ; in altre notizie, è stata scoperta l’acqua calda.
Non saremo di certo i primi a dirvelo, e questa non vuole essere una recensione ma bensì una lode alla tecnica, alla regia, alla composizione e a tutti quei minuscoli dettagli che rendono questo un anime strepitoso.
Come primissima cosa, ovviamente salta all’occhio la differente colorazione tra alieni e yokai. I primi governati da toni e colori freddi, mentre gli yokai hanno un tono caldo. Questo si li contrasta, ma li complimenta anche.
Continuando ad analizzare le scene con i Serpoiani, notiamo che sono statiche e con movimenti di camera a carrello ; spesso queste scene imitano delle lenti telephoto (lenti cinematografiche e fotografiche con una focale di almeno 200mm), creando un effetto schiacciato. Di contrasto, le scene con gli yokai sono cinetiche e scosse con inquadrature grandangolari (lenti con focale molto bassa che a volte creano l’effetto fisheye “occhio di pesce”) dove lo Yokai quasi fuoriesce dai confini 2D dello schermo.


Prendiamo ad esempio una scena. Impossessato dalla turbo nonna, Okarun viene momentaneamente messo fuori gioco dal raggio Serpoiano ; i colori della maschera da un rosso vivo passano ad un rosso spento, quasi sovrastato dal blu. L’immagine è telefotografica e fredda. Quando lo spirito yokai si riprende, dona nuova forza e la maschera si ricompone e si riaccende, e conseguentemente, l’inquadratura passa da una telephoto a una grandangolare per rimarcare il fatto che ora è lo yokai a governare la scena.
Sono tutte queste attenzioni ai dettagli che rende DanDaDan un anime imperdibile.





